Liceo Scientifico Statale " E. Amaldi "


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Festival della Filosofia

Progetti e Attività exstrascolastiche > Progetti e Attività a.s. 2011/2012

Dialoghi Filosofici 2011


“Lo Svelamento: Alétheia”





Fin dalle origini la Filosofia, nata dalla , ha inteso fare luce sui grandi misteri dell’esistenza, sulla segreta essenza del mondo, che nascosta agli occhi dei più, la moltitudine “dormiente” di cui parla Eraclito, si lascia accostare e scoprire dalla mente “sveglia” di chi non si accontenta del velo dell’apparenza sensibile.

Il filosofo non teme di mettere in gioco se stesso e le sue certezze; non teme il disorientamento che gli potrebbe causare la cancellazione degli orizzonti di senso ricevuti in eredità;

Animato dal suo disinteressato amore per il sapere, dal suo desiderio di luce, il filosofo, armato solo della sua ragione, abbandona la caverna dei pre-giudizi e si lancia nell’avventura della conoscenza, che è insieme un vero e proprio viaggio dentro se stesso, gli altri, il mondo, il cielo, che sia quello fisico degli astri o quello metafisico delle Intelligenze motrici, poco importa.

La posta in gioco di questa azione dis-velante, in cui di fatto consiste la Filosofia, è la Verità, a-letheia, ciò che non essendo nascosto, è chiaro, evidente, manifesto (saphès). La filosofia, nel suo essere etimologicamente philo-sophia, custodisce in sé questa potenza dis-velante, questa capacità di portare alla luce ciò che sembra nascosto, di fare luce sulle cose passando attraverso di esse, per andare oltre ciò che di esse appare e portarne fuori l’anima profonda, che per sua natura si mostra e sfugge, si vela e si rivela.

Squarciato il velo di Maya, il velo dell’apparenza, dell’illusione, oltrepassata la soglia petrigna che separa (e unisce?) il sentiero della notte da quello del giorno, il filosofo è condotto al cospetto della Verità, quella che non si lascia smentire, contraddire, confutare. Quella che esige solo di essere “ascoltata”.

La sola pensabile. La sola dicibile. Ma la domanda non è eludibile: cos’è la Verità? E’ unica o molteplice? E’ legata al tempo o è eterna? E’ mutevole o sempre identica a se stessa? E poi, ma è veramente così importante trovarla o non conta forse di più cercarla, inseguirla, “corteggiarla”? Il viaggio che ci conduce ad essa è lungo, faticoso, affascinante.

Ma soprattutto non è uguale per tutti. Ognuno sceglie il proprio, individua quello che gli è più congeniale. Ne inventa di nuovi. Ne re-inventa altri già percorsi. Ne abbandona alcuni per imboccarne altri. Più che di potere dis-velante della Filosofia allora, si dovrebbe più correttamente parlare di azioni filosofiche dis-velanti, di declinazioni diverse, non sempre tra loro contraddittorie o contrarie, a volte anche complementari, dello svelamento stesso. Ecco allora che:

Dis-velare può significare rivelare e lo svelamento pensato (e praticato) come rivelazione. E’ il caso di tutte quelle filosofie come l’ermetismo, il neoplatonismo, e certe filosofie dell’età rinascimentale che vedevano come possibile l’accordo tra religione e filosofia, tra magia naturale e mistica. L’anima, illuminata dalla Luce che promana da Dio, trasmette al mondo questa Luce e attraverso di essa lo solleva dal fango in cui è stato plasmato e lo salva;

Dis-velare può significare più propriamente pensare e lo svelamento identificarsi con il metodo dialettico. La Verità non può essere afferrata se non attraverso “la fatica del concetto” (Hegel), se non attraverso la mediazione dei modelli ideali, dei principi razionali, dei concetti, del linguaggio. La mente può aprirsi all’“eterno”, cogliere l’Essere e l’identico solo concettualmente e discorsivamente;

Dis-velare può significare ancora scoprire/esplorare. Lo svelamento verrebbe in tal modo a configurarsi come una sorta di scoperta che ha nell’alterità il suo oggetto e nell’Io e nel Mondo i suoi terreni di “conquista”. Togliere il velo significa allora saper guardare l’altro con occhio rispettoso e attento, tollerante e curioso, affascinato e disponibile quando l’altro è il diverso che vive in aree geografiche e dentro sistemi culturali “altri” dal proprio; quando l’altro è il diverso della Differenza sessuale; quando l’altro è “l’estraneo” che si nasconde dentro la nostra psiche, che ci agisce, che ci condiziona;

Disvelare può significare ancora aprirsi all’ospitalità. Lo svelamento, inteso come volontà di apertura e autenticità, diverrebbe la condizione stessa di possibilità dell’incontro empatico con l’altro, un incontro che prima ancora che essere movimento verso l’altro, deve essere ripensamento di sé, ripensamento del Sé, ridefinizione della propria personalità e delle proprie strategie comunicative, riappropriazione del proprio universo emotivo;

Dis-velare può, in ultimo, significare disincantare. E’ lo svelamento nel suo significato più ricorrente. Il disincantamento del mondo annulla la mistificazione metafisica, l’impostura religiosa, toglie il velo dell’illusione dell’esistenza di “mondi dietro il mondo” e riporta tutto sul piano dell’immanenza. Riconduce ogni pensiero alla sua radice biologica (salute/malattia, forza/debolezza), fisiologica (piacere/ dolore) o al suo destino nichilistico (il nulla).

Prof Emanuele Troise



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Il Liceo Scientifico Statale " E. Amaldi" parteciperà al Festival dal 17 al 20 Ottobre c.a. con una rappresentanza di n. 26 alunni accompagnati dalla Coordinatrice del progetto Porf.ssa Rosaria RUSSO.


Programma Attività Festival



Programma Attività Liceo " Amaldi "






" FESTIVAL IN MAGNA GRECIA "



Il Liceo Scientifico Statale " E. Amaldi" è stato presente al Festival della " Filosofia in Magna Grecia " dal 17 Ottobre al 20 Ottobre del c.a..

Sono stati coinvolti gli alunni delle classi quarte attraverso una rappresentanza di 26 discenti con due accompagnatori : Prof.sse Rosaria Russo e Anna Sorbo .

Il tema della IV edizione era " Alètheia/Svelamento- "

Le giornate sono trascorse attraverso un'alternanza di passeggiate filosofiche, dibattiti, laboratori e lezioni frontali.

Ottimo il coinvolgimento , per i docenti accompagnatori, di incontri " a tu per tu" dove c'erano scambi di opinioni e approfondimenti tra colleghi. I ragazzi hanno lasciato a malincuore le terre cilentane sostenuti, però, dalla speranza di a farvi ritorno il prossimo anno.


A tal proposito, ascoltiamoli …….
. (video)



La docente referente


Prof.ssa Russo Rosaria




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